Toto Cutugno: “In Italia non mi sento amato. La gente non mi conosce nel profondo”

In Italia non mi sento amato, qui sono quello che fa le canzoni popolari, il ruffiano. Non sono mai stato considerato un cantautore vero”. E’ un Toto Cutugno a cuore aperto quello che si confessa a La mia passione. Un rapporto quello col suo Paese che non è mai stato facile, forse anche a causa di un carattere difficile:

“Ci vuole quella magia che si chiama ironia. Fossi stato ironico avrei vinto da tutte le parti, invece con questo cazzo di carattere che mi ritrovo vado a peggiorare le cose. La gente non mi conosce nel profondo”.

Il cantante ricorda la lite con Mario Luzzatto Fegiz, durante il Dopofestival del 2008. “Sbagliai, la presunzione è una brutta malattia. Quando c’era la telecamera diventava un’altra persona, fuori ci abbracciavamo, in fondo ci vogliamo bene”.

Tanti secondi posti a Sanremo e una vittoria. Nel 1980 trionfò con ‘Solo noi’, traguardo che Cutugno festeggiò in maniera singolare:

“Andai in albergo, salii in camera da mia moglie. Le dissi che dovevo prendere la macchina per andare da qualche parte, ma da solo. Mi incamminai verso Bordighera. A un certo punto mi fermai e andai verso il mare. Mi misi ad urlare, piangendo dalla felicità, pensando a mia madre che non c’era più da due anni. Ecco come mi sfogavo”.

L’artista ricorda anche la battaglia vinta contro la malattia, scoperta grazie ad Albano, che gli consigliò di visitarsi: “Sono miracolato, dieci minuti prima di operarmi ho chiesto aiuto a Dio, mi sono avvicinato a Dio, non ero così prima. E’ cambiata la mia vita”.

prosegui la lettura

Toto Cutugno: “In Italia non mi sento amato. La gente non mi conosce nel profondo” pubblicato su Gossipblog.it 05 gennaio 2019 04:31.