Kabir Bedi: “Facevo il pubblicitario, sono grato all’universo per essere diventato Sandokan”

Se si dice Kabir Bedi, si dice Sandokan. L’attore indiano, divenuto celebre nel 1976 per aver indossato il turbante della Tigre della Malesia nel fortunato sceneggiato Rai, si confessa sulle colonne de Il Giornale, raccontando dettagli e retroscena della sua attività da attore.

Molti artisti chiedono di non essere ricordati per una singola esperienza del passato, per evitare etichette o semplici classificazioni; al contrario, Kabir Bedi considera un onore il fatto che, nonostante molte delle pellicole in cui ha partecipato abbiano avuto successo, dopo quasi cinquant’anni tantissimi lo ricordino nei panni dell’eroe di Salgari, ruolo ottenuto quando ancora considerava la recitazione un hobby:

Sono grato all’universo per aver ricevuto in dono questo ruolo. Mi hanno reclutato a Bollywood. Da ragazzo ho fatto teatro. Era un hobby. E ho continuato per passione quando ho cominciato a lavorare, facevo il pubblicitario. Ho girato vari film. Uno di questi è diventato talmente popolare che un giorno a Bombay si presentarono il regista Sergio Sollima, il produttore Elio Scardamaglia e lo scenografo Nino Novarese. Cercavano Sandokan.

Grande riconoscenza dimostra l’attore, oggi settantaduenne, per coloro che lo hanno reso un’icona della televisione italiana a metà degli anni ’70 e che gli hanno concesso di lavorare in alcune produzioni di successo in tutto il mondo: da Octupussy . Operazione Piovra a Beautiful, da La Signora in Giallo a Supercar. Una vita dedicata all’arte della recitazione, tanto che l’unica paura che lo spaventa è quella di “perdere la capacità di creare“, di “vivere una vita vibrante e positiva“.

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Kabir Bedi: “Facevo il pubblicitario, sono grato all’universo per essere diventato Sandokan” pubblicato su Gossipblog.it 31 dicembre 2018 10:25.